LA TERZA ERA

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lunedì, 14 marzo 2005

Il dado è tratto…

 

05-07-2020 New York, Quartiere Corporativo

Il fumo fu risucchiato velocemente dall’aspiratore posto sul soffitto, l’uomo, un cinquantenne dall’aria tranquilla e risoluta, spense l’ennesima sigaretta di quel lunghissimo pomeriggio nel posacenere. Successivamente mosse lo sguardo verso uno dei suoi due interlocutori, un tipo alto ed elegante che aveva i muscoli della faccia tesi come tiranti di un ponte… “No” disse quest’ultimo contenendo il fiume di rabbia che lo invadeva… “Io non ne voglio sapere nulla… non se ne parla” dicendo questo lancio un’occhiata anche ala terza persona nella stanza: un grasso e goffo individuo che sfogliava timidamente i dossier che erano sparsi sul tavolo.  Con estrema calma, quella calma che uno si può permettere quando sa che il proprio culo resterà all’asciutto, il primo uomo si accese un'altra sigaretta, fece un lunghissimo tiro e testò la comodità dello schienale della sedia imbottita su cui era seduto…” Cos’è che non le è chiaro Martino?” fece una pausa per fare un altro tiro “e’ tutto descritto nei dossier…” non passo nemmeno un secondo...“Non me ne frega un cazzo di questi fottutissimi dossier!!!Io non ne voglio sapere nulla!!!” disse Martino scattando in piedi come una molla mentre, con un ampio gesto del braccio, fece cadere dal tavolo una delle cartelle. Fogli, foto e documenti volteggiarono varie volte prima di terminare il loro viaggio sul pavimento in marmo nero. Martino in quel momento pensava ad un sacco di cose… ma soprattutto una domanda lo martellava incessantemente… CHI, chi aveva deciso tutto ciò…chi costringeva lui, Arthur Martino a lavorare con della feccia, con quelli che combatteva da una vita… era fermamente convinto che tutto questo fosse stato preparato per rovinare la sua brillante carriera… per incastrarlo. Il silenzio fu rotto dall’uomo grasso, aveva il viso rosso e aveva l’aria di quello che si trovava in un posto senza sapere il perché e il come… “Il signor martino non ha tutti i torti…” disse cercando un cenno di assenso nei sui interlocutori…”Anch’io ho dei forti dubbi su questo progetto…” “Dubbi un cazzo” si lascio scappare a denti stretti Martino… Marshall, il grasso, non sentì o almeno finse perché continuo il suo discorso con quel tono di chi si scusa anticipatamente di quello che sta per dire…”Gli individui che avete selezionato… non capisco perché proprio loro… sono dei tipi pericolosi, ingovernabili!” andò a cercare tra i vari fascicoli che aveva di fronte quello più farcito “Questo Vinicio Suarez è uno psicopatico! Come potete pensare di utilizzarlo!?! E poi… noi? Perché noi?” ormai più che una domanda sembrava quasi un implorazione…”E questo Morgenfeld… chi ci dice che è all’altezza?”  Martino pensò che fosse u incubo… Marshall, quello che avrebbe dovuto aiutarlo, era un emerito imbecille… L’incubo però si trasformo in realtà all’istante, quando un ultimo uomo entrò nella stanza…”Siete ancora qua?” Martino capì che questa era la sua ultima occasione per uscire da questo macello, strinse i pugni e prese la parola ” signore io…” Un gesto tanto semplice quanto imponente lo invitò a tacere…”Signor Martino, noi non siamo qui per chiedervelo… siamo qui per dirvelo. E’ tutto.” E uscì dalla stanza, in quei pochi attimi di presenza aveva chiuso ogni possibilità di fuga… gli sguardi di Martino e Marshall andarono automaticamente sul Chip di dati che avevano di fronte…una scritta lo caratterizzava: P.O.I.D.L.C

 

 

 

 

Postato da: granducabrian a marzo 14, 2005 17:25 | link | commenti (1) |
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