LA TERZA ERA

Sempre più sul filo del rasoio

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mercoledì, 30 marzo 2005

Ancora non mi sembra possibile che tutto possa aver funzionato, stasera.

Beh, in effetti, non "tutto" ha funzionato. Il sangue della ragazza del Kombinat ne é la prova.
No, la sparatoria non era prevista. In effetti, l'intera operazione - se così si può chiamare l'insieme sconclusionato di azioni che abbiamo messo in atto questa sera - altro non é stata se non un continuo stravolgimento dei piani concordati, per venire incontro a previsioni che, di volta in volta,
si rivelavano errate.

Pareva semplice ed in effetti lo era, almeno per quanto ci avevano detto: fotografare un'incontro che sarebbe avvenuto quella sera in un locale della zona portuale.
Semplice, un gioco da ragazzi. Roba da accademia: tu ti apposti a un'entrata, io mi apposto ad un'altra, lui sta dentro e aspetta che noi gli diciamo quando arriva il nostro uomo.
Sì, pareva così, almeno all'inizio. E mi é parso così anche dopo cominciato, il tempo di entrare, sedermi al bancone e ordinare una Bud.

Poi, é iniziato il labirinto delle chiamate. Quasi due ore di "Morgenfeld, devo lasciare la posizione" "Morgenfeld, vieni fuori" "Morgenfeld, devo venire dentro" "Morgenfeld, Suarez non é più al suo posto" "Morgenfeld, un tizio mi ha detto che ci hanno scoperto" "Morgenfeld là" "Morgenfled quà" "Morgenfeld..."

Sembravano assolutamente incapaci di fare l'unica cosa che dovevano fare: stare fermi, defilati, e guardare la gente che entrava da una porta. Difficile, vero?
Un labirinto, stare da solo dietro a tutte le loro idiosincrasie. Logico che il piano ha iniziato ad andar giù, pezzo per pezzo come un edificio costruito con le tangenti.

Ma poi, finalmente, la chiamata di Giselle. Li vedeva, era dietro di loro. Forse che i suoi trascorsi da guerrigliera nel Kombinat e assassina prezzolata potessero aiutarla a fare due fotografie? Dai, forse sì...ma era meglio non lasciarla sola. Lo dice il regolamento, ma soprattutto il buon senso. Ordino quindi agli altri due di convergere sul punto indicato da Giselle, e mi ci dirigo io stesso.
Non sapevo come, ma sembrava davvero che le cose stessero finalmente andando come dovevano andare. Ma corressi subito il pensiero: se le cose fossero andate come dovevano andare, sarei ancora a fare tranquillamente il poliziotto nell'Illinois.

Ad un certo punto, quando ho sentito gli spari, confesso che non pensavo saremmo riusciti ad uscirne tutti (in effetti, ho dei dubbi su quali elementi siano realmente stati di utilità e quali no), e credo che, in mezzo a tutto questo, la "riuscita" della missione sia da attribuirsi più ad una
serie di fortunate coincidenze che ad un effettiva efficienza del gruppo. E la stessa cosa può dirsi della sopravvivenza di Giselle. Dannazione, almeno avessero bucato il culo di Suarez...mi sarei risparmiato la fatica di portarlo all'ospedale, quel sacco di merda arrogante. Ma così non é stato,
purtroppo o per fortuna.

Comunque, almeno una cosa é successa. Ci hanno dato qualcosa da fare, e noi lo abbiamo fatto. Giselle é stata ricucita per bene, le foto scattate sono riuscite perfettamente, e io ho raccolto tutto, corredandolo di un rapporto dettagliato, in un bel fascicolo corposo.

Non potrei avere cuscino più morbido su cui riposare, stanotte.

Postato da: dickmorgenfeld a marzo 30, 2005 12:20 | link | commenti |
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