LA TERZA ERA

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martedì, 22 marzo 2005
03.2020

La mattina successiva arrivò puntuale. La nebbia avvolgeva la città e Giselle sentì che quella vita strappata alla prigione era vita in eccesso. Sarebbe dovuta morire. Ancora si rinfacciava di essere scappata e di essersi costituita. Se fosse morta suo padre sarebbe venuto a sapere dove avevano ritrovato il cervello della figlia. E magari ne sarebbe stato fiero. E invece poche ore più tardi era seduta in un negozio di fotografia. Aspettava che qualcuno le dicesse che fare. Arrivarono. Marshall prima, Morgenzelf con due ore di ritardo. Dissero che era ora di lavorare. Lavorare per la polizia, che schifo. In un locale che tutti chiamano Blue Amnesia quella sera due signori si sarebbero incontrati e si sarebbero scambiati qualcosa. Il compito assegnato era di controllare che tutto ciò si verificasse davvero.. Marshall consegnò alcuni documenti e se ne andò. Un poliziotto, un delinquente e mezzo e Giselle per fare due foto. Giselle pensò che fosse una trappola, gli altri che fosse una passeggiata.

Postato da: Barks a marzo 22, 2005 18:49 | link | commenti |
giselle macmillan


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