Sempre più sul filo del rasoio
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...eppure lo sapevo...lo sapevo fin dall'inizio che sarebbe andata così.
In un solo giorno nell'agglomerato, sono già riuscito a farmi due nemici, uno dei quali - il sovrintendente generale Martino - decisamente potente.
Bene, ottimo. Così si fa...questi sono i risultati dell'essere coerente con ciò che hai giurato...
Bravo, Dick. Davvero, complimenti.
Fuori dai vetri sporchi della finestra, alto sopra la massa di palazzi squadrati come se sorvolasse una versione di cemento della baia inquinata, un dirigibile pubblicitario lancia fasci di luce colorata tutt'intorno. Ad un tratto, l'intera stanza é rischiarata, come se una squadra speciale stesse arrivando ad arrestarmi. Mi aspetto da un momento all'altro che la porta venga abbattuta, o che figure vestite di nero entrino sfondando il vetro della finestra.
Ma nulla di tutto questo accade. Come é arrivata, la luce scompare, mentre il riflettore contnua a girare. Rimane solo, enorme e sorridente come a deridermi della mia paura, il volto artificiale, impomatato, di una geisha che vuole convincermi che per fissare al meglio i miei ricordi, niente é come fuji, da uno degli enormi tabelloni luminosi posti sull'involucro dell'aeronave.
Piccolo. Ecco come mi sento, stanotte. Non riesco a dormire, perchè ho forti dubbi sulla possibilità di risvegliarmi. E quindi eccomi qui, steso su questo letto sfondato, in quest'appartamento fatiscente. Sono in mutande, ma il mio corpo é madido di sudore, che bagna il lenzuolo facendolo diventare appiccicoso.
E ho una pistola in mano. In mano e nel cervello, per mezzo di un cavo che, infilandosi nella presa sul polso come un cordone ombelicale di fibre plastiche e superconduttori, la fa diventare parte di me. L'insieme del contatto convulso tra la pelle delle mani e il metallo freddo del calcio, reso viscido dal sudore, si fonde con i dati precisi, impersonali ed astratti che arrivano dall'interfaccia. Sono consapevole dell'assoluta inutilità dell'arma. Ma ho paura dei delinquenti che dovrebbero lavorare cone me. Anche e soprattutto di quelli che portano un distintivo.
A cosa può servirmi tutto questo? A sentirmi migliore? Forse. O forse, a breve, solo a sentirmi morto. Spero che presto ci diano qualcosa da fare, almeno avrò un qualche obiettivo su cui concentrarmi.
Ma per adesso, c'é solo un'anonima notte afosa da cui uscire sani di mente.
