LA TERZA ERA

Sempre più sul filo del rasoio

Eccomi

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lunedì, 14 marzo 2005

...eppure lo sapevo...lo sapevo fin dall'inizio che sarebbe andata così.

In un solo giorno nell'agglomerato, sono già riuscito a farmi due nemici, uno dei quali - il sovrintendente generale Martino - decisamente potente.

Bene, ottimo. Così si fa...questi sono i risultati dell'essere coerente con ciò che hai giurato...

Bravo, Dick. Davvero, complimenti.

Fuori dai vetri sporchi della finestra, alto sopra la massa di palazzi squadrati come se sorvolasse una versione di cemento della baia inquinata, un dirigibile pubblicitario lancia fasci di luce colorata tutt'intorno. Ad un tratto, l'intera stanza é rischiarata, come se una squadra speciale stesse arrivando ad arrestarmi. Mi aspetto da un momento all'altro che la porta venga abbattuta, o che figure vestite di nero entrino sfondando il vetro della finestra.

Ma nulla di tutto questo accade. Come é arrivata, la luce scompare, mentre il riflettore contnua a girare. Rimane solo, enorme e sorridente come a deridermi della mia paura, il volto artificiale, impomatato, di una geisha che vuole convincermi che per fissare al meglio i miei ricordi, niente é come fuji, da uno degli enormi tabelloni luminosi posti sull'involucro dell'aeronave.

Piccolo. Ecco come mi sento, stanotte. Non riesco a dormire, perchè ho forti dubbi sulla possibilità di risvegliarmi. E quindi eccomi qui, steso su questo letto sfondato, in quest'appartamento fatiscente. Sono in mutande, ma il mio corpo é madido di sudore, che bagna il lenzuolo facendolo diventare appiccicoso.

E ho una pistola in mano. In mano e nel cervello, per mezzo di un cavo che, infilandosi nella presa sul polso come un cordone ombelicale di fibre plastiche e superconduttori, la fa diventare parte di me. L'insieme del contatto convulso tra la pelle delle mani e il metallo freddo del calcio, reso viscido dal sudore, si fonde con i dati precisi, impersonali ed astratti che arrivano dall'interfaccia. Sono consapevole dell'assoluta inutilità dell'arma. Ma ho paura dei delinquenti che dovrebbero lavorare cone me. Anche e soprattutto di quelli che portano un distintivo.  

A cosa può servirmi tutto questo? A sentirmi migliore? Forse. O forse, a breve, solo a sentirmi morto. Spero che presto ci diano qualcosa da fare, almeno avrò un qualche obiettivo su cui concentrarmi.

Ma per adesso, c'é solo un'anonima notte afosa da cui uscire sani di mente. 

Postato da: Barks a marzo 14, 2005 10:59 | link | commenti (3) |
dick morgenfeld


Commenti
#1    14 Marzo 2005 - 15:32
 
Non male, davvero, specie se si sente come ho fatto io con il sottofondo dei Red Temple Spirits, gruppo cult di qualche anno fa. Bravo, affina. Ti va di linkare la mia pagina alla tua? Se lo fai, linko anche te nel nome del dio P.K.Dick che ci accomuna entrambi...
Ciao!
Giampietro
utente anonimo

#2    21 Marzo 2005 - 19:45
 
Grazie molte dei complimenti, sono contento che tu legga la nostra storia. Per il sottofondo...mi ero immaginato una musica lenta, prevalentemente strumentale...ovviamente proveniente dagli anni '80, periodo di cui il Cyberpunk é -secondo me- una diretta proiezione.
Il link dovrebbe essere al suo posto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dickmorgenfeld

#3    26 Marzo 2005 - 09:32
 
Grazie dickmorgenfeld,sto leggendo una ad una tutte le storie.Ancora tanti complimenti, credo le commenterò una ad una!
Il link è sul mio sito!
C'è anche un forum su Era Cyberpunk, per chi volesse partecipare e/o scambiare idee.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente hadakaar

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